June 05, 2014

BISOGNA ACCATASTARE I PICCOLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI?

Il settore del fotovoltaico non può purtroppo vantare una gran chiarezza comunicativa, soprattutto dal punto di vista istituzionale. La novità normativa che è venuta a creare ulteriore scompiglio in un segmento per sua stessa natura in costante divenire è la circolare n.36/E in capo all’Agenzia delle Entrate del 19/12/2013 che riguarda il presunto obbligo di accatastamento di tutti gli impianti fotovoltaici, sia nuovi sia esistenti.

La circolare è piuttosto ampia, perché tratta tutte le tipologie di impianti fotovoltaici; questo articolo si concentra però solo sulle norme che riguardano gli impianti residenziali, che costituiscono il nostro segmento di elezione.

Cercheremo qui di fornire le notizie essenziali per capire se il vostro impianto esistente o che siete in procinto di acquistare, aumenterào meno la rendita catastale del vostro immobile, e di conseguenza se necessiterà o meno di una variazione catastale.

La prima regola da applicare è semplicissima:

Un impianto fotovoltaico è rilevante ai fini catastali solo se ha una potenza nominale superiore ai 3 kWp.

 Pertanto chi volesse un impianto fotovoltaico entro i 3kWp per risparmiare sulla bolletta può realizzarlo senza problemi.

Il vero oggetto del contendere riguarda gli impianti da 3 kWp in su. Per calcolare la rendita catastale prodotta da impianto fotovoltaico di questa categoria, si può far riferimento alle linee guida pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. In pratica esistono due possibilità:

1) se il valore d’acquisto del vostro impianto è dimostrabile (perché avete conservato le fatture o altre pezze d’appoggio), la rendita si calcola con la seguente formula:

Rendita_Catastale_Impianto = Costo_Impianto X 0,75 X 0,5 X 2%

 2) se NON potete risalire al valore d’acquisto del vostro impianto, la rendita si calcola assumendo un valore forfetario pari a 1.200 €/kWp:

 Rendita_Catastale_Impianto = 1200 X Potenza_Impianto X 2%

Una volta calcolata la rendita catastale, la si deve confrontare con quella del fabbricato su cui è installato l’impianto. L’obbligo di variazione scatta se la rendita prodotta dall’impianto è maggiore del 15% rispetto a quella dell’immobile.

Facciamo un ESEMPIO:

Impianto da 5 kWp. Rendita catastale dell’immobile: 635 euro. Il limite per la variazione è 635 x 15% = 95,25 €.

Caso 1): valore accertabile € 20000 x 0,75 x 0,5 x 2% = 150 €. In questo caso la variazione catastale è necessaria, perché € 150 > € 95,25.

Caso 2): il valore non è accertabile, per cui si assume 1200 x 5 x 2% = 120 €. In questo caso la variazione è più bassa ma pur sempre superiore al limite del 15% quindi l’impianto va ad aumentare la rendita.

Come si evince, in taluni casi la discriminante potrebbe essere proprio il metodo di calcolo.

Tuttavia l’agenzia del territorio in base alla circolare 10 del 2005 può modificare la rendita proposta e spesso sceglie il metodo più penalizzante.

Altro aspetto fondamentale è la rendita dell’immobile. Spesso infatti alcuni clienti restano sorpresi in quanto devono accollarsi l’onere della pratica di variazione mentre un loro amico con impianto della stessa potenza no. Bisogna considerare entrambi i fattori e non soltanto la potenza dell’impianto.

Se pensiamo all’ esempio riportato sopra infatti, nel caso l’impianto fosse stato costruito su immobile con rendita di 1.100 euro, lo sesso NON avrebbe avuto l’obbligo di revisione.

E’ pertanto opportuno affidarsi a un professionista per identificare la necessità di accatastamento: DBS offre consulenza gratuita per il calcolo. Nel caso di necessità di revisione offriamo il servizio DOCFA per la revisione a prezzi competitivi, diversamente saremo lieti di rilasciare una relazione tecnica che certifichi la non obbligatorietà della pratica catastale in modo da mettervi al riparo da future contenziosi.

Per chi vuole essere sicuro e rimanere al di sotto della soglia dei 3 kWp, DBS offre pacchetti CON GARANZIA DI NON AVERE NECESSITA DI ACCATASTAMENTO da meno di 6.000 euro tutto incluso e pacchetti finanziati da 80 euro al mese, in pratica con la rata pari al costo della bolletta.

Offriamo inoltre gratuitamente lo studio di fattibilità per un impianto di maggiore potenza in base alla rendita catastale dell’immobile.     

Ulteriori informazioni sul nostro sito www.dbs-group.it o direttamente contattandoci all’indirizzo email info@dbs-group.it o al numero 0481.779561 o nei nostri uffici.